Il Garante apre un procedimento nei confronti di ACEA ato2

“L’autorità garante della concorrenza e del mercato” alla quale come associazione abbiamo fatto ricorso qualche settimana fa, esponendo il caso ACEA ato2, ci ha risposto facendoci sapere che nei confronti di detta società è stata attivata “istanza di intervento”.

A tal proposito vi consigliamo di leggere con attenzione
pag. 55 del bollettino in allegato.

BOLLETTINO N 17

Lo scrivente comitato, pur avendo già aderito in nome e per conto dei propri iscritti all’istanza in oggetto, invita tutti coloro che lo desiderano ad attivarsi in proprio seguendo la procedura messa a disposizione all’interno del nostro portale.

AGCM“SPORTELLO ANTITRUST”

 

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Un commento su “Il Garante apre un procedimento nei confronti di ACEA ato2”

  1. RACCOMANDATA Guidonia 26.01.2016
    Al Presidente del Consiglio di Amministrazione
    della Società Acea S.p.A.
    Avv. Catia Tomasetti

    All’Amministratore Delegato
    Dott.Alberto Irace
    Al Presidente del Comitato Etico
    Prof. Avv. Paola Antonia Profeta

    e, per quanto di competenza :
    al Commissario Straordinario del Comune di Roma
    S.E. Dott. Francesco Paolo Tronca

    OGGETTO : Complesso Residenziale denominato “Parco Azzurro” sito in Guidonia Montecelio.
    reiterate violazioni, da parte della Controllata Acea Acqua S.p.A., dei fondanti principi del “Codice Etico” sulla “trasparenza” (art.8), sulla “correttezza” (art.10) e sui “rapporti con i clienti” (art.14).

    Solo ora, e per puro caso, ho rilevato che la fattura Acea Acqua del 2° trimestre 2015 (addebitatami sul conto corrente bancario) presenta l’inaspettato importo di ben 366,47 euro costituito, essenzialmente, da 95,24 euro per “Totale consumo”, ed euro 233,27 per “Tariffa acqua, con causale 0014”. Preoccupato per l’entità della cifra addebitatami – anche perché sono tuttora dotato di un anonimo ed ormai obsoleto contatore, peraltro privo di sigilli – mi sono recato negli Uffici di Piazzale Ostiense per chiedere chiarimenti.

    Allo sportello mi è stato precisato ed assicurato che, entrambi i detti importi (di euro 95,24 ed euro 233,27), si riferiscono ai miei consumi e che l’esorbitante importo della Fattura in questione é conseguente al raddoppiato consumo d’acqua rispetto al trimestre precedente. Il mio interlocutore, preso inoltre nota che non mi era stato ancora istallato il contatore “Acea”, dopo aver verificato che nel febbraio del 2015 avevo anche contestato formalmente all’Acea Ato2 tale mancanza – paventando anche la possibilità di errori nella rilevazione dei consumi (codice riferimento reclamo n.5111115) – mi ha finalmente fissato la data per la sua sostituzione : speriamo bene !

    Per niente persuaso delle dette motivazioni, addotte a giustificazione dell’elevato importo della fattura, ho contattato un Rappresentante del nostro Comitato di quartiere il quale, sorprendentemente, mi ha fornito tutt’altre motivazioni sul perché dell’importo così elevato.
    Considerato la gravità dei fatti emersi – che contravvengono pesantemente ai dettami del Codice Etico adottato dal “Gruppo Acea” – ritengo di dover interessare le Autorità in indirizzo perché, espletati i dovuti accertamenti, intervengano autorevolmente per porre fine al censurabile comportamento di questa loro Controllata che dovrebbe essere al servizio dei cittadini.
    Per consentire di valutare la natura e l’entità delle “violazioni” contestate, riferisco quanto in appresso :

    Premetto che abito nel Complesso Residenziale denominato “Parco Azzurro”, sito in Guidonia Montecelio, costituito da ca. 800 villette mono e bifamiliari, tutte autonome ed indipendenti tra di loro.
    Originariamente la fornitura idrica veniva erogata e conteggiata su un unico contatore a nome del Comprensorio “Parco Azzurro” : era poi il nostro Amministratore ad emettere le relative fatture a carico dei singoli proprietari utenti sulla base dei rispettivi consumi rilevati dai contatori cui era, ed è tuttora, dotata ogni singola unità abitativa.

    In data 15.04.2013 stipulai, direttamente con Acea Ato2 S.p.A. ( in analogia a tutti gli altri proprietari), un regolare contratto di somministrazione dell’acqua potabile per uso domestico ( codice cliente 5000276441 – numero utente 713013856) e provvidi al pagamento di tutto quanto richiestomi per l’attivazione del servizio. Conseguentemente mi vennero periodicamente fatturati i consumi per importi pressoché costanti, ad eccezione della su richiamata fattura di complessivi 366,47 euro, addebitatami, come per le precedenti, direttamente nel conto corrente bancario in base alla mia autorizzazione permanente di addebito in conto delle utenze idriche.

    A quanto ora riferitomi dal detto Rappresentante del Comitato di quartiere, non è affatto vero quanto assicuratomi allo sportello Acea (e cioè che il maggior importo addebitatomi è conseguente agli aumentati consumi) : è stato infatti appurato che l’Acea, a prescindere dai singoli consumi, ha addebitato, d’imperio ed a tutti, un ulteriore importo di 233,27 euro, con la indecifrabile causale “0014 Tariffa acqua”.

    A seguito di tale incomprensibile addebito, che ha interessato le ca. 800 utenze del Comprensorio, molti utenti hanno inviato all’Acea Acqua formali richieste di chiarimenti, senza però ottenere risposte, se non delle secche intimazioni di pagamento, con minaccia di interruzione del servizio per coloro i quali – in mancanza delle richieste delucidazioni – avevano manifestato l’intenzione di opporsi al pagamento di tali “fantasiose” bollette.
    Ad altri utenti, che si erano recati personalmente agli sportelli Acea, è stato fatto intendere “velatamente” che, detto importo, si riferisce alle pregresse insolvenze di alcuni proprietari, riferite alla precedente gestione Condominiale; insolvenze che l’Acea Acqua, ad un certo punto (cioè a distanza di 3 anni!), avrebbe autonomamente deciso di spalmare, di “soppiatto”, su tutti indistintamente : praticamente quegli utenti che non erano mai stati morosi nei confronti dell’Acea ( come il sottoscritto) e che avevano autorizzato l’addebito delle fatture sul proprio conto corrente bancario, si sono visti “sottrarre” d’autorità dal proprio conto l’importo di 233,27 euro per presunte insolvenze di terzi, senza che venissero fornite le richieste (e dovute) giustificazioni !!

    Sono stato altresì informato che – ritenendo estremamente scorretto, sia l’incomprensibile addebito, imposto d’imperio dalla Acea, sia il “mutismo” dietro il quale la predetta si è poi trincerata – si è costituito un Comitato che, dopo aver preso contatti con l’Associazione per i diritti degli Utenti e Consumatori, ha denunciato l’accaduto all’Antitrust per pratica commerciale scorretta (segnalazione n. W00054825), ed ha anche in animo di intraprendere le più opportune azioni legali.
    Tutto ciò premesso, mi sembra legittimo porre i seguenti interrogativi :
    • in questa situazione, le non corrette informazioni fornitemi allo sportello sulla natura dell’addebito sono da attribuire ad incompetenza del dipendente addetto allo sportello ? oppure ad una riprovevole “strategia aziendale” di “depistaggio”, con l’intento di “soffocare” le contestazioni ?

    • l’addebito di 233,27 euro, effettuato improvvisamente e d’imperio sui conti correnti bancari con la indecifrabile causale “0014 Tariffa acqua ”, risponde ai principi ed alle regole che disciplinano il “Codice Etico” adottato dal “Gruppo Acea” in materia di “trasparenza”, ”correttezza” e “rapporto con i clienti ” ?

    • è eticamente e commercialmente corretto rilevare i consumi da anonimi ed ormai obsoleti contatori, probabilmente mal funzionanti, oltre che privi dei sigilli Acea ?

    • l’addebito di 233,27 euro è legittimo ? e se è legittimo, perché l’Acea Acqua, contravvenendo platealmente al disposto dell’art. 14 del Codice Etico (rapporti con i clienti ), non solo non ha voluto dare risposta ai numerosissimi reclami pervenutigli, ma ha anche minacciato la sospensione del servizio a quegli utenti che avevano condizionato il pagamento all’ottenimento dei richiesti chiarimenti sui motivi dell’addebito ?

    • nel caso in cui il prelievo dai conti correnti bancari fosse invece illegittimo – come sembra evidente, quanto meno, per le modalità d’esecuzione – non sarebbe opportuno un Vostro autorevole e deciso intervento sui “Vertici” della Controllata “Acea Acqua”, perché vengano individuati i responsabili di tali “inefficienze” e venga finalmente ripristinata la legalità violata ?

    • per ottenere la restituzione di quanto “sottrattomi” dal conto corrente, devo agire per le vie legali, associandomi alla iniziativa dei numerosi utenti che si sono già rivolti all’Antitrust ? oppure posso sperare nel Vostro autorevole intervento, con l’auspicio che possiate porre fine a questa assurda situazione che discredita pesantemente l’Acea, per la pervicace trasgressione degli imprescindibili principi etici sanciti nell’adottato “Codice Etico” ?

    • considerato che “..l’osservanza del Codice Etico costituisce condizione imprescindibile per il conseguimento della missione aziendale di Acea..” (art.1 ) e che “..l’integrità etica e la correttezza nei rapporti tra le persone costituiscono valori imprescindibili..” (art. 2), non ritenete di dover disporre un’immediata verifica, per accertare la legittimità delle proteste, in modo da poter prevenire i probabili (ma per me certi ) provvedimenti sanzionatori da parte dell’Antitrust – che nel frattempo ha già attivato “l’istanza di intervento” nei confronti di Acea Ato2 – e porre finalmente fine a questa sconcertante “diatriba” che, certamente, non fa onore all’ Acea ?

    Confidando in un attento esame della presente, resto in attesa ed invio distinti saluti

    MITTENTE :
    Dott. Maurizio D’Ajello
    Via dell’Auriga, 11 (Parco Azzurro)
    00012 G U I D O N I A (RM)
    tel. 0774 572164 cell. 349 2526010
    email mauriziodajello@alice.it

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